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News: BELLEROFONTE

bellerofonte

Ancora news provenienti dal calderone cinematografico di Domiziano Cristopharo che, mentre annuncia la messa in cantiere del film a episodi P.O.E., è già al lavoro sul suo nuovo film, Bellerofonte, scritto da Andrea Cavaletto, traendo spunto da un sogno dello stesso Cristopharo.

Nancy De Lucia e David D’Ingeo saranno i protagonisti principali del film.

Di seguito la sinossi ufficiale:

“C’era una volta paese di mare, di pescatori. Gente tranquilla e silenziosa, che viveva le giornate nella routine della pesca e della vendita del pesce. E nel paese c’era un castello con una torre che dominava sul mare e sul paese. C’era, e c’è ancora, ma sembra deserto e vuoto.

I paesani evitano quasi di girare lo sguardo verso la torre. E quando lo fanno, corrugano la fronte e sui loro volti si dipinge un’espressione preoccupata. I pescatori commentano con alcune scarne battute appena biascicate il fatto che il castello sia nuovamente abitato.

Sofiane e la bella Jazira hanno comprato il castello e sembrano voler ricominciare una nuova vita felice, tagliando i ponti con il passato. Sofiane compra una piccola barca da pesca e si dedica a ciò che preferisce. Passa le notti al largo e pesca. Non pesca pesci, però. Stranamente, nelle sue reti, non rimangono intrappolati pesci ma oggetti.

Oggetti dal passato. Un passato che sembra voler tornare a galla. Sofiane, tutte le volte, ributta in mare il suo passato e torna al castello senza pesce. Fino a quando, una notte particolarmente tranquilla, non ne pesca finalmente uno.

Ma è un pesce strano… E’ luminoso e sembra uno di quei bruttissimi pesci degli abissi, solo che è molto più grosso. Uscito dall’acqua, si dibatte come un dannato per liberarsi delle reti. Poi si mette a urlare. Urla strazianti e quasi umane, femminili, poi vomita nelle mani di lui tre strane pepite che sembrano pulsare di luce. Il pesce muore e le pepite, che illuminavano il suo corpo, si spengono.

Sofiane ributta il cadavere del pesce in mare e sta per fare altrettanto con le tre pietre, ma ci ripensa e le porta alla torre, donandole a Jazira, che adesso è incinta di alcuni mesi. Appena la donna prende le pietre tra le mani, queste sembrano tornare debolmente a brillare. Lei sembra morbosamente attratta da esse. Non se ne vuole più separare. Dice che sono un dono delle Sirene. Ne fa una collana e se le mette al collo, senza mai separarsene.”

 

E’ importante sottolineare come questo film sia una svolta stilistico/tematica per Cristopharo, che non si è mai ripetuto in uno stile filmico, mantenendo però sempre nei suoi film una vena provocatoria e cupa costante. In questo film invece, c’è una svolta mistica, spiritualista e anche positiva.

L’apporto fondamentale del comune di Sapri è da menzionare, senza esso un film così non si sarebbe potuto realizzare.

La Specola di Sapri apre per la prima volta le sue stanze al cinema e al pubblico.

Ma non è l’unica meraviglia architettonico/naturale del Cilento che vedremo nel film.
Andrea Conticelli si occuperà degli innumerevoli e strabilianti effetti visivi del film, mentre i costumi dell’atelier Modum ed i gioielli di Maurizio Carrara, avranno un ruolo chiave nel film, costruendo architettonicamente anche il personaggio di Nancy de Lucia che apparirà essere quasi una estensione vivente della Torre.

Svolta stilistica anche nella ricerca musicale, affidata nella costruzione dei suoni e delle atmosfere a Fabrizio Scene Greco, e nel tema d’amore al “globo d’oro” Marco Werba.

Impreziosisce il tutto i sensuale camei di Roberta Gemma ed Arian Levanael.

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