Ci sono film che, per accollarsi un’aura di rispetto, devono forzosamente aggrapparsi a intuizioni [quando va bene], trame e temi alla moda [il più delle volte]. Nella stragrande maggioranza dei casi, il piano non porta ugualmente a nulla, e il film s’abbandona nel limbo dei titoli dimenticabili, nello scaffale più polveroso della videoteca.
E’ il caso di Quarantena 2 [John G. Pogue, 2011], sequel dell’immotivato remake hollywoodiano [Quarantena di John Erick Dowdle, 2008] della sorpresa ispanicaRec [Jaume Balagueró, Paco Plaza, 2007], e pellicola decisamente figlia del post11settembre2001, per motivazioni e sottotrame, oltre che ereditiera di fili sospesi che la riportano indietro nel tempo al Demoni [1985] di Lamberto Bava.
E a pensarci in questo Quarantena 2 ritorna anche quella che sarebbe dovuta essere [a detta di Dardano Sacchetti, che di Demoni curò il soggetto] l’ambientazione del terzo episodio: l’aereo [le casualità del cinema di Genere].
Come d’uopo, però, a questo vanno sommandosi derive temporalmente lontane da Bava, come la figura dell’infetto [sostituto dello zombi e/o del demone], debitore di un largo filone che, trasversalmente, collega l’Incubo sulla città contaminata [1980] di Lenzi al 28 giorni dopo di Boyle, oltre che un orrore molto più concreto che è arrivato in USA proprio con ali di aeroplano: il terrorismo.
La malattia che aveva colpito gli abitanti della palazzina di Los Angeles nel primo capitolo, arriva in qualche modo a bordo del volo 318. In alta quota, l’infezione inizia a mietere vittime tra i passeggeri, che si trasformano in folli omicidi, a metà strada tra i posseduti e i folli. Pur nella sua prevedibilità, il film sarebbe anche rimasto su un livello decente di intrattenimento, ma quando la location si sposta dall’aereo al gate in cui i sopravvissuti vengono ingabbiati, il mordente si va perdendo e si inizia a rivedere situazioni e cose viste e riviste.
Quarantena 2 è distribuito in DVD da Sony Pictures Home Entertainment, in un’edizione priva di extra.
Luca Ruocco
In seguito all’uscita americana e inglese del 3 dicembre 2010, The warrior’s way, diretto coreano Sngmoo Lee, al suo debutto cinematografico, non ha goduto di un’uscita in sala in Italia.
Yang [Dong-Kun Jang] è un abile guerriero, temuto per le sue straordinarie doti. Gli viene commissionato un compito arduo: annientare da solo un intero clan rivale, e soprattutto uccidere l’ultima nata [Analin Rudd], nominata principessa. Al termine del combattimento, dopo aver sterminato i membri del clan, Yang prova compassione nei confronti della bambina, e, trasgredendo l’ordine impartitogli, la risparmia e fugge con lei a Lode, una cittadina solitaria americana, dove vive un suo amico. I suoi seguaci, però, lo accusano di tradimento, e sono pronti a vendicarsi. Yang, giunto a Lode, scopre che l’amico, proprietario di una lavanderia, è morto, e non impiega molto tempo a comprendere subito il clima di tensione che vivono i residenti, sottomessi alla dittatura del colonnello [Danny Huston]. Il suo rapporto con la bimba, che chiamerà April, è sempre più paterno, ed è disposto anche al sacrificio, pur di salvarla. Tra gli abitanti della piccola cittadina conosce Lynne [Kate Bosworth], una ragazza molto tenace e combattiva. Anch’ella è vittima del Colonnello, che da bambina tentò di violentarla, e dal quale riuscì a svincolarsi, rovesciandogli contro una padella con dell’olio bollente, la causa però della strage sua famiglia. Lynnie e Yang, motivati quanto mai a fare giustizia, e con la complicità di 8-Ball [Tony Cox] e Ron [Geoffrey Rush], lavoratori di un circo, sfideranno il Colonnello e i suoi alleati, e, infine, dimostreranno la loro forza contro il clan di Yang, composto da pericolosi ninja.
The warrior’s way parte molto bene, ma si veste di una trama fin troppo ordinaria, nella quale c’è addirittura spazio per l’amore, anche se questo versante non viene, e per fortuna [in quanto devierebbe troppo il Genere], sviluppato più di tanto. Va però detto che, a scapito di una sceneggiatura troppo sempliciona, si assiste, dopotutto, ad un prodotto che intrattiene perché diverte, sia per la caratterizzazione dei personaggi, sia per l’abilità con cui sono girate le scene d’azione, peccato che siano davvero centellinate, sostenute da un ampio uso degli effetti speciali, interessanti e scenografici, che trovano l’apoteosi in un finale che vuole essere suggestivo.
Gilda Signoretti
QUARANTENA 2
Regia: John G. Pogue
Con: Mercedes Masohn, Josh Cooke, Ignacio Serricchio, Bre Blair
Durata: 83’
Formato: 16:9 – 1.78:1
Audio: Italiano, Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo Dolby Digital 5.1
Distribuzione: Sony Pictures Home Entertainment [www.he.sonypictures.it]
Extra: /
THE WARRIOR’S WAY
Regia: Sngmoo Lee
Con: Dong-Kun Jang, Danny Huston, Kate Bosworth, Tony Cox, Geoffrey Rush
Durata: 96’
Formato: 2.40:1 Anamorfico 16:9
Audio: Italiano – Inglese – Tedesco Dolby Digital 5.1
Distribuzione: Sony Pictures Home Entertainment [www.he.sonypictures.it]
Extra: Dietro le quinte di The Warrior’s way – Filmati e scene eliminate