
Underworld – Il risveglio [2012] si riallaccia direttamente al secondo capitolo della saga [Underworld: Evolution di Len Wiseman, 2006], come a voler oscurare i fatti raccontati nella terza parte [Underworld: La ribellione dei Lycans di Patrick Tatopoulos, 2009], una sorta di prequel e sicuramente il capitolo più drammaturgicamente strutturato.
Una serie di riprese da Tg e video amatoriali, racconta la presa di coscienza dell’umanità riguardo l’esistenza dei “non umani”. Nonostante l’indubbia differenza potenziale, l’estrema maggioranza numerica porta gli uomini ad ideare e mettere in pratica un’opera di disinfezione totale: lycan e vampiri diventano prede di un terzo polo deciso a riprendere il predominio totale sul pianeta e a cancellare definitivamente ogni traccia delle altre pericolose razze.
Nell’ottimo preludio, Selene e il suo innamorato ibrido cadono nelle mani di una squadra di sicurezza umana. Una grossa esplosione e un buio lungo dodici anni traghetteranno la vampira in latex a risvegliarsi all’interno di un laboratorio

L’aver ribaltato i ruoli non basta a far respirare aria fresca: decisamente troppo sottile è la differenza tra uno scontro a fuoco tra vampiri e lycan, e un altro tra umani, vampiri e lycan.
Punti a favore, invece, vengono segnati dalla frastagliata struttura del clan dei mannari, che in questo film assurgono a ruolo di malvagi per eccellenza, successiva all’epurazione: con una parte che, per sfuggire all’estinzione, vive nascosta nelle fogne, trasformata, dopo dodici anni, in una sorta di enormi ratti, denutriti e malati; e un’altra arroccatasi ai più alti livelli della società, camuffati da umani tra gli umani.
Underworld – Il risveglio riserva anche la sorpresa di un terzo e più pericoloso stadio: un super lycan, alto oltre quattro metri e insofferente all’argento, che è il risultato di alcune ricerche compiute per riuscire a portare la razza alla perfezione.
Per la prima volta, all’interno della saga, poi, i vampiri vengono svuotati del loro orgoglio razziale. Nascosti anch’essi all’interno di fortezze sotterranee, vivono sospesi nell’infinita attesa.
Uno solo, David [Theo James], figlio del codardo anziano reggente, sogna
ancora una vigorosa rinascita, e supporterà Selene nella sua lotta per difendere la piccola Eve.
A far da spartiacque tra i “non umani” e gli umani decisi a sterminarli, il detective Sebastian [Michael Ealy], l’unico a leggere ancora un barlume di umanità negli occhi della vampira ribelle che, a dire il vero, in questo quarto episodio esalta il suo lato violento ancor più di quello sensuale, non risparmiando chiunque si frammezzi tra lei e la figlia.
L’operazione è esteticamente molto riuscita e con un 3D nativo davvero ben sfruttato. L’aria che si respira è quella da b-movie [anche e soprattutto per le abbondanti scene di sangue e per il proliferare di creature mostruose], peccato che la sceneggiatura sia solo abbozzata, con un finale troppo aperto, più da serie tv che da film.
Luca Ruocco
Regia: Mårlind & Stein
Con: Kate Beckinsale, Stephen Rea, Michael Ealy, India Eisley
Uscita in sala in Italia: venerdì 20 gennaio 2012
Sceneggiatura: Len Wiseman, John Hlavin, J. Michael Straczynski, Allison Burnett
Produzione: Lakeshore Entertainment
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Durata: 88’
Anno: 2012