Uno degli esempi migliori di cinefumetto anni ’90 è senz’altro Darkman, il cult firmato Sam Raimi [La casa, 1981, La casa 3 – L’armata delle tenebre, 1993], che ne ha curato anche il soggetto e la sceneggiatura, giovandosi della collaborazione del fratello maggiore Ivan [mentre il fratello minore, Ted, avrà una piccola parte: è Rick, un malavitoso], di Chuck Pfarrer,Daniel e Joshua Goldin.
Darkman è un film divertente, sciolto e scorrevole, che unisce fantasy, azione e fantascienza senza dimenticare il ricorso all’horror, senza mai abbassare il tono. Molto freschi sono i dialoghi, che spesso si colorano di battute sarcastiche contese tra buoni e cattivi. L’incipit ci mostra i il boss Robert G. Durant [Larry Drake] che mozza, non prima di aver mostrato il sigaro con un oggetto particolare, una sorta di ghigliottina in miniatura, le tre dita del direttore d’industria Eddie Black [Jessie Lawrence Ferguson]. La cattiveria dei criminali, però, si smorza proprio per via della leggerezza con cui Darkman è stato girato.
Peyton Westlake [Liam Neeson] è un valido scienziato, ora pronto a sperimentare nel suo laboratorio una tecnica che consiste nella realizzazione di primi prototipi di pelle sintetica. Inizialmente la sperimentazione fallisce, ma poi ecco che i primi risultati iniziano a manifestarsi: la pelle è pronta, ma dopo circa 99 minuti, se esposta alla luce, si scioglie, e né Peyton né Yakitito [Nelson Mashita], il suo assistente, riescono a spiegarne la ragione.
Poco prima, all’interno di un’industria siderurgica, una banda criminale guidata dal perfido Robert G. Durant [Larry Drake], ha torturato il direttore e ucciso alcuni dipendenti dello stabile. La stessa torna in azione, e questa volta per tormentare Peyton e il suo assistente, e infine bruciare il laboratorio. Peyton si salverà, ma riporterà delle terribili ustioni su tutto il corpo, mentre Yakitito morirà. Risvegliatosi in ospedale, in terapia intensiva, Peyton assiste sconvolto alle stupide scommesse dell’equipe medica sulla sua sopravvivenza. Disgustato, fugge. Il motivo dell’incursione criminale di cui è stato vittima è spiegato attraverso una scoperta fatta dalla legale Julie Hastings [Frances McDormand], fidanzata di Peyton, che viene a conoscenza dei contatti tra Louis Strack [Colin Friels], direttore di una importante impresa edilizia, e la banda di Durant. A Payton non rimane che vendicarsi, sfruttando al meglio la sua ultima scoperta: modellerà, per ogni volto dei suoi carnefici, un calco, che poi applicherà sul suo volto, a mano a mano che le sue vendette saranno compiute.
Chissà se Raimi aveva previsto, all’epoca del primo Darkman, che ci sarebbero stati due seguiti: Darkman 2 – Il ritorno di Durant, 1994, e Darkman 3 – Darkman morirai, 1996, entrambi diretti da Bradford May.
Fanno parte del cast Liam Neeson, un attore eccezionale, un nome e una garanzia, accompagnato da Drake Friels e Frances McDormand, il cui personaggio in realtà poco ha da raccontare, apparendo un po’ smunto e per niente comunicativo. Pur se in un ruolo marginale, ritroviamo nei panni di uno dei medici che assiste il povero Peyton, John Landis, mentre compaiono come figuranti Joel e Ethan Coen.
Le musiche sono di Danny Elfman, compositore di colonne sonore di film molto famosi, pensiamo alla già citata L’armata delle tenebre, o a Batman e Edward mani di forbice di Tim Burton.
Il finale, a dispetto della vivacità con cui è gestito il film, ha un risvolto amaro, ma necessario affinché Darkman diventi poi una leggenda, e continui nella sua ostinata vendetta contro il male.
Va detto comunque che Darkman non è un personaggio originale, nel senso che ricorda troppi altri personaggi cinematografici, pensiamo ad esempio al dott. Phibes o al fantasma dell’opera.
Gilda Signoretti
Regia: Sam Raimi
Con: Liam Neeson, Larry Drake, Colin Friels, Frances McDormand, Jessie Lawrence Ferguson, Nelson Mashita
Durata: 89’
Formato: 1.85:1 – 16/9
Audio: Italiano – Inglese Stereo
Distribuzione: Dall’Angelo Pictures [www.dallangelopictures.com]
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