“Ho sempre pensato che un film non si sostituisca alla pittura, non vi si sovrapponga, è semplicemente un’altra cosa.”
Si potrebbe partire proprio da quest’affermazione di Mimmo Paladino, il regista di Quijote [2006], per descrivere la sua opera filmica di 75 minuti che prende le distanze dal cinema mainstream ipercinico, iperviolento, ipertrofico dei nostri giorni e ci regala più che altro una pittura su tela ricca di colori, suoni e parole.
I sensi sono importanti per Mimmo, che cerca di fonderli insieme, glissando quasi a piè pari sulla storia originale di Cervantes, attingendo anche dall’Orlando Furioso di Ariosto, per affrescarne i momenti salienti più che per raccontarli.
Un film dove vince l’estetica rispetto alla narrazione e soprattutto al senso logico di quest’ultima. Quando si crea un’opera, che sia un quadro o una scultura, esistono più fasi di lavorazione, ognuna in qualche modo indipendente dall’altra, ma tutte indirizzate al risultato finale. La stessa cosa, a detta del regista, avviene per un progetto cinematografico.
Paladino, al suo esordio, ha un trascorso come pittore, scultore e scenografo, quindi un artista abituato ad utilizza le mani per creare le sue opere; una persona abituata a sporcarsi degli ingredienti che poi comporranno la sua creazione, e tutto questo oceano di sensi inonda la sua pellicola e chi la guarda.
Ogni spettatore può vedere qualsiasi cosa attraverso di essa: la propria immagine distorta, un ricordo sopito da tempo, un’emozione o nulla.
Non è lasciata al caso neanche la scelta del cast che ha dato vita a Quijote, all’interno del quale non figurano molti attori, se non per alcuni ruoli molto particolari [vedi la Morte per Remo Girone], ma principalmente artisti della parola o della musica come Peppe Servillo, Alessandro Bergonzoni e il compianto Lucio Dalla.
Distribuzione Indipendente distribuisce questo film a circa sei anni dalla sua creazione continuando a dare risalto a quelle opere filmiche che, altrimenti, sarebbero una voce flebile in un panorama cinematografico ingombrante, stanco e molto spesso monotono.
L’eterogeneità è un valore da preservare e portare avanti per tentare di preservare la libertà di espressione anche per opere come queste che difficilmente si possono collocare nel panorama cinematografico fatto di gradi numeri, grande pubblico.
Paolo Corridore
Regia: Mimmo Paladino
Con: Lucio Dalla, Peppe Servillo, Alessndro Bergonzoni, Remo Girone
Uscita in sala in Italia: venerdì 23 marzo 2012
Sceneggiatura: Mimmo Paladino, Corrado Bologna, da Miguel de Cervantes
Produzione: Ananas
Distribuzione: Distribuzione Indipendente
Anno: 2006
Durata: 75′
Trailer: