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VIAGGIO IN PARADISO di Adrian Grunberg

viaggioparadiso1Lontani sono i tempi in cui Mel Gibson [Arma letale] veniva coccolato come star hollywoodiana; eppure fino a qualche decennio fa l’attore-regista era riuscito a scalare i box office con la sua opera sacrale La passione di Cristo, per poi proseguire un percorso dietro la macchina da presa col meno seguito, ma non per questo inutile, Apocalypto.

Poi sono iniziati i guai per Gibson, che vanno da problemi con la legge per i continui arresti in stato d’ubriachezza, sfociati in sfoghi di rabbia antisemita che pian piano lo hanno allontanato da Hollywood, relegandolo via dal mondo del cinema che lo aveva lanciato.

Ora di tanto in tanto il nostro cerca di riaccendere la sua stella con qualche opera piccola e coraggiosa, come lo è stato il recente dramma Mr. Beaver di Jodie Foster e come è anche questo Viaggio in paradiso, che ci riporta l’attore australiano così come lo avevamo conosciuto ai tempi del successo, violento e politicamente scorretto.

Questa volta Gibson interpreta uno sconosciuto criminale, arrestato in Messico e costretto a vivere in una prigione ghetto dove per sopravvivere bisogna essere disposti a tutto.

viaggioparadiso2Dopo aver fatto la conoscenza di un bambino [Kevin Hernandez] e di sua madre [Dolores Heredia], l’uomo escogita un modo per fuggire e per riappropriarsi del bottino che aveva rubato al noto criminale che si fa chiamare Frank [Peter Stormare].

Diretto dall’esordiente Adrian Grunberg, una carriere da assistente alla regia alle spalle [Traffic, Man on fire – Il fuoco della vendetta], anche per Gibson stesso [il già citato Apocalypto], Viaggio in paradiso è un western moderno che strizza l’occhio al caro vecchio cinema di una volta, fatto di sabbia, sangue e sudore, solo come il grande Sam Peckinpah sapeva fare e come il buon Walter Hill ha saputo proseguire.

Per non parlare, poi, della trama, scritta a sei mani dal regista, dal protagonista e dal produttore Stacie Perskie, che non fa altro che riecheggiare a più non posso l’operato di Sergio Leone in Per un pugno di dollari, tanto che durante la visione si può anche assistere ad un simpatico riferimento alla star Clint Eastwood.

Gibson reinterpreta, grosso modo, lo stesso tipo di personaggio reso già in un suo personal cult come Payback – La vendetta di Porter [remake di Senza un attimo di tregua] e,  aiutato da una forte dose di black humour, come sempre riesce anche a rendersi simpatico all’occhio anche di chi è proprio avvezzo a questo tipo di cinema. a certo cinema.

viaggioparadiso3Sia ben chiaro, Viaggio in paradiso non sarà sicuramente il film della sua rinascita artistica, anche perché il prodotto è solo sufficientemente godibile, ma regala almeno qualche guizzo di originalità: in primis l’utilizzo di una violenza da cartoon, molto vicina al modo di fare di un regista come Robert Rodriguez; fatalità tra i progetti futuri di Gibson sembra ci sia una sua partecipazione al sequel del grindhouse Machete, ed in fatto di rilancio losers ad Hollywood il buon regista di Dal tramonto all’alba è uno che se ne intende [basti pensare a Mickey Rourke in Sin city o a Sylvester Stallone in Missione 3-D: Game over].

Mirko Lomuscio

 

Regia: Adrian Grunberg

Con: Mel Gibson, Peter Stormare, Dean Norris, Daniel Gimenez Cacho, Kevin Hernandez

Uscita in sala in Italia: venerdì 1 giugno 2012

Sceneggiatura: Adrian Grunberg, Stacy Perskie, Mel Gibson

Produzione: Airborne Productions, Icon Productions

Distribuzione: Eagle Pictures

Anno: 2012

Durata: 95’

InGenere Cinema

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