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SHERLOCK HOLMES – GIOCO D’OMBRE di Guy Ritchie

Che Guy Ritchie non fosse Visconti – ma neanche Spielberg – non è una novità, lo sappiamo tutti. Ma in mezzo alla banalità della sua variegata filmografia, le due rivisitazioni del personaggio inventato da Conan Doyle spiccano se non altro per originalità visiva e per un’impostazione ironica che va a stemperare l’alto tasso di matrixite di cui sono affette entrambe le pellicole. Anche Robert Downey Jr. non ha nulla a che fare con Basil Rathbone, Peter Cushing e compagnia bella, e forse preferiamo vederlo nei panni di Iron Man, ma quantomeno ha una faccia da schermo non comune e la combinazione con Jude Law nei panni – elementari – di Watson risulta vincente.

Questo Gioco di ombre è nettamente superiore al primo film, risultando più frenetico, veloce nella narrazione e ironico al punto giusto: gli amanti del detective cartaceo rimarranno inorriditi, certo, ma queste sono le regole dello show business odierno, che piacciano o meno.

Il secondo episodio di questo moderno Sherlock Holmes, vede il detective indagare sulla morte misteriosa del Principe d’Austria, frettolosamente bollata dagli inquirenti come suicidio: ma il nostro detective è certo che il reale sia stato vittima di un omicidio. Quello che apparentemente sembrerebbe un banale caso come molti altri risolti dall’investigatore di Baker Street, nasconde in realtà un enorme complotto dietro al quale si cela il deus ex-machina del crimine, nonché acerrimo nemico di Sherlock Holmes, il Professor Moriarty. A Holmes e Watson si uniranno nelle ricerche il fratello del primo, Mycroft, e Sim, una zingara cartomante.

Remake moderno in chiave fanta-storica di un classico che sullo schermo ha dato ben altri risultati, lo Sherlock Holmes di Ritchie non ha – e non potrebbe avere – pretese, se non quelle del puro intrattenimento che offre, e di cui lo stereotipato pubblico odierno, in crisi di Avatar e del succitato Matrix, ormai si nutre a man bassa, e i risultati al botteghino gli danno – ahimè – ragione.

L’edizione Blu-Ray edita da Warner ha il pregio dello stato dell’arte: se sulla qualità artistica del film abbiamo più di un dubbio, su quella tecnica del dischetto blu ci inchiniamo alla major americana, che con questo film colloca un altro “capolavoro digitale” nella sua immensa library. Le caratteristiche tecniche dei comparti audio-video lo rendono infatti un prodotto eccellente, ideale per lasciare a bocca aperta esperti di digitale e non: anche se cercherete qualsiasi artifizio, persino nelle scene più buie – e sono parecchie – e non ne troverete.

Come contenuti bonus, Warner ci offre una grande quantità di speciali, tra cui featurette, backstage, interviste, curiosità e alcune nuove modalità di visione, tra cui il Maximum Movie Mode. Un Blu-Ray di caratteristiche tecniche elevate, che rende riconferma Warner come leader assoluta nel mercato BD.

Luca Servini

Regia: Guy Ritchie

Con: Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace

Durata: 129’

Distribuzione: Warner Bros. [www.warnerhomevideo.it]

Formato: 1080p High Definition 16:9 [2,35:1]

Audio: Dolby Digital: Italiano 5.1, Francese 5.1, Tedesco 5.1, Spagnolo 5.1, Polacco 5.1, Turco 5.1, Inglese 5.1 Audio Descriptive Service; DTS-HD Master Audio: Inglese 5.1.

Extra: Maximum Movie Mode: Inside the Mind of Sherlock Holmes – Presentato da Robert Downey Jr.,  Focus Point: Sherlock Holmes and Dr. Watson: A Perfect Chemistry, Holmes Without Borders, Moriarty’s Master Plan Unleashe,  Holmesavision on Steroids,  Sherlock Holmes: Under the GypsySpell,  Meet Mycroft Holme,  Guy Ritchie’s Well-Oiled Machine,   Companion App,   Graphic Localization.     Ulteriori contenuti esclusivi BD-Live

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