Marie Adams [Romy Windsor] è una giovane scrittrice bloccata da tempo all’interno di una serie di incubi e visioni che riescono a rovinarle ogni momento della sua quotidianità, sonno compreso. Raggiunto l’apice, con la visione di suora resuscitata dal suo sonno mortale, la donna si reca, assieme al marito [Michael T. Weiss], in una tranquilla cittadina di campagna, dove rilassarsi e distendere i nervi, come consigliato dal suo medico di fiducia. Ma nella casetta isolata le visioni continuano, e anzi si fanno via via più insistenti, culminando in un macabro ululato che arriva puntuale a disturbare le notti di Marie, e i suoi momenti amorosi con il compagno.
Il fiuto da buona indagatrice di Marie, più volte sperimentato nelle trame dei suoi libri, la portano a scoprire, con un certo coinvolgimento, nonostante la paura, della misteriosa sparizione di alcune persone che erano passate da quel villaggio, e dell’assurda storia della suora che continua a comparire nelle silenziose stanze della casa di campagna. Il tutto combattendo anche con la miscredenza del marito, che inizia a disamorarsi di lei, guardandola invischiarsi sempre di più all’interno di questa storia inverosimile.
Seguito del film Howling III: The marsupials, Howling IV – The original nightmare è il quarto tassello della saga de L’ululato, iniziata nel 1981 da Joe Dante e finora arrivata al capitolo otto con The Howling Reborn, del 2011. Giunto sul mercato italiano direttamente in home video, dopo aver avuto negli anni ’90 un’edizione VHS, Howling IV è entrato a far parte del catalogo DVD della fu MondoHE, accompagnando la serie creata da Dante nel suo cammino di discesa agli inferi dell’horror-trash cominciata già dal secondo capitolo.
John Hough è al timone di un capitolo che, narrativamente parlando, molto va a pescare proprio dal capostipite [ispirandosi di traverso anche agli stati allucinatori del protagonista di Un lupo mannaro americano a Londra di Landis], ma il lavoro di regalare una trama il più solida e misteriosa possibile naufraga fra una serie di effetti speciali [che si concentrano nella parte finale del film] che davvero regala al film più di una stellina per gli amanti dell’orrore-spazzatura.
Sfidando ogni senso di SPOILER, non possiamo non dedicare la chiusa del pezzo a raccontarvi che la prima trasformazione del marito della protagonista [infettato dal morso di una lussuriosa licantropa] in lupo mannaro, si compie con l’assurdo sciogliersi dell’intero tessuto epiteliale e muscolare del suo corpo, fino a farlo rimanere solo uno scheletro, per poi trasformarsi pian piano in lupo, nuotando nervosamente nella pozza di liquame originatasi dalle sue carni.
Ovvio, poi, che tutti gli abitanti del paese facciano parte di un branco di mannari, e che nella notte della resa dei conti, la protagonista rincontrerà tutte le sue fresche conoscenze in nuova veste fisica [in realtà la stragrande maggioranza dei licantropi ha solo una capigliatura un po’ più folta del normale e una dentieraccia da festa di halloween in bocca].
A distinguersi, la licantropa, che riesce a risvegliare gli appetiti sessuali del marito di Marie, che si trasforma in un pelosissimo lupo mannaro dal pelo nero e con gli occhi lucenti, e il medico del paese, che si trasforma, all’interno di un pentacolo magico, in un mostro che pare l’incrocio tra un goblin e un orso…
Vedere per credere.
Luca Ruocco
Regia: John Hough
Con: Romy Windsor, Michael T. Weiss, Hanthony Hamilton
Durata: 90’
Formato: 4:3 – 1.33:1
Audio: Italiano Stereo 2.0, Inglese Stereo 2.0
Distribuzione: Mondo Home Entertainment [www.mondohe.it]
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