Sulla famiglia Cardona, più precisamente sulla produzione cinematografica di Cardona padre e Cardona figlio, ci siamo soffermati più volte, e lo facciamo anche stavolta, in occasione di una uscita home video, targata Mosaico Media, di Terminator dall’Inferno, 1992, di René Cardona jr.
Il titolo originario del film è El hombre de blanco, e fa riferimento proprio al secondo protagonista del film, l’uomo in bianco, per l’appunto. Peccato che il nostro paese non sopporti proprio la traduzione letterale del titolo di un film straniero, arrivando ad attribuire al film in questione, nientemeno che l’immotivato titolo di Terminator dall’inferno. In questo caso, molto probabilmente, la relazione con Terminator e con il più vicino Terminator 2 di Cameron, di un anno precedente al film, pur non essendoci, è cercata unicamente per l’impossibile interesse di rincorrere il successo del film di Cameron, originando un eclatante caso di capitolo apocrifo.
Ma, bando alle chiacchiere, va detto, senza voler far polemica, nonostante la simpatia che proviamo per questo regista [così come per suo padre], che anche in questo film, l’autore mostra di prediligere una mediocrità d’intenti, personalizzando con la solita stravaganza, con una assoluta noncuranza della sceneggiatura, per una semplicità lampante che coinvolge tutto il settore tecnico, e, poi, anche artistico.
Christy [Julima Cardona, sorella del regista] sta passeggiando con il suo baby sitter [Manuel Ojeda] sulla spiaggia, gironzolando tra le bancarelle, in occasione della celebrazione del giorno dei morti. Affascinata dalle usanze del Messico, la bambina chiede all’uomo di comprarle dei teschi di zucchero, che ne ritrae uno. Quando sua madre, Erika [Christian Bach], viene a sapere dell’acquisto, si preoccupa molto, poiché, essendo superstiziosa, crede che l’incisione del suo nome sulla fronte del teschio sia un brutto presagio. Ed ecco che, mentre la donna è in auto, assiste ad un omicidio di una sconosciuta, poi caricata in auto dal suo assassino [Daniel Stephen], che, scoperta Erika, comincerà ad inseguirla in una corsa senza fine, finché i due si affronteranno in un corpo a corpo.
Terminator dall’inferno, però, è un film che ha un grosso neo, che consiste nel fossilizzare il proprio corpo filmico unicamente nell’inseguimento di Erika da parte del killer: una lunga e noiosa corsa in macchina.
Per fortuna, però, ad un certo punto il film si fa più cattivo, arrivando a far sfogare l’uomo in bianco, che prima trascina Erika in una barca, per sfogare su di lei la rabbia incamerata nella prima interminabile trance filmica. Escluso questo “scossone”, il tutto continua a riposare su questo “ti prendo-non mi prendi”, che, se da un lato si separa dalla monotonia precedente, dall’altro non riesce a suscitare interesse.
Come è tipico dei film della Cardona family, anche qui l’interesse per il corpo femminile è un input molto presente. Cardona jr. indugia sul corpo di Christian Bach, che, durante la sua entrata in scena, si libera, una volta raggiunta la spiaggia, dalla tuta da sub per rimanere in costume. La vedremo sempre in abiti succinti o in costumi davvero striminziti. Dall’inizio del film si è portati a credere che il baby sitter di Christy sia legato in quale modo all’uomo in bianco e alla temibile Signora con la falce [vestita di bianco e con l’aspetto di uno scheletro] proprio a causa alla sua aria da cattivo e per il modo quasi provocatorio con cui continua a guardare Erika.
Le musiche del film sono state curate da Daniele Iacono, musicista italiano che ha lavorato alle musiche di altri film, e che qui propone e cura musiche per certi aspetti argentiane, di quelle allarmanti, alternandole con un sottofondo soft legato in particolar modo alle scene ambientate in acqua.
Nel film viene continuamente pronunciata questa frase: “La morte non se ne va mai via a mani vuote”. Il problema è che, nonostante questa frase minacciosa faccia presagire che il finale sia negativo, in realtà il film sfocia in una chiusa buonista, per cui non si comprende il significato di questa intimidazione. E’ probabile che Cardona jr. stesso avesse il timore che qualche spettatore potesse essersi addormentato per sempre, proprio guardando il suo film.
Come sempre il DVD Mosaico non ha contenuti extra.
Gilda Signoretti
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TERMINATOR DALL’INFERNO
Regia: René Cardona Jr.
Con: Christian Bach, Daniel Stephen, Manuel Ojeda
Durata: 86’
Audio: Italiano Dual-Mono
Formato: 16:9
Distribuzione: Mosaico Media [www.mosaicomedia.it]
Extra: /