Luigi Cinque è conosciuto come strumentista e compositore, considerato un antropologo della musica, da sempre vicino alla musica di tradizione classica e al jazz, ma anche un apprezzato regista e attore teatrale, vicino al teatro d’avanguardia, all’arte visiva e alla nuova danza europea [ha collaborato con personalità del calibro di Carlo Quartucci, Pina Bausch, Jannis Kounellis].
Questa sera, al Nuovo Cinema Aquila, c’è un evento da non perdere, che unisce musica e cinema. Alle ore 21, infatti, Luigi Cinque si esibirà con Patrizio Fariselli, pianista, compositore e cantante dello storico gruppo Area, [riformato di recente]. Al concerto seguirà la presentazione e poi la proiezione dell’opera prima di Luigi Cinque: Transeuropæ Hotel, nella quale vi prende parte come attore anche Patrizio Fariselli, con artisti come Pippo Delbono, Peppe Servillo, Petra Magoni, Gianluca Ruggeri, Andrea Biondi, e che debutta domani al cinema. Questa sera il film sarà proiettato in anteprima al Nuovo Cinema Aquila, e programmato anche nei giorni seguenti.
Sarà presente anche Fabrizio Ferrari, il direttore del R.I.F.F., che, nell’ultima edizione 2013, ha visto vincitore proprio LTranseuropæ Hotel, dichiarato di interesse culturale con il sostegno del MIBAC – Direzione generale per il cinema, e premiato in diversi festival [al Festival Internazionale di Rio de Janeiro; Film rivelazione al Festival des Films du Monde di Montreal, premiato ancora all’Annecy Cinéma Italien, alla Terra di Cinema – Festival de Tremblay-en-France, al Sudfestival e al Maratea Film Festival 2013]. Conclude la serata, al termine del film, l’incontro con il pubblico.
In un hotel con vista sul mare in Sicilia, il Transeuropæ Hotel, sono da poco giunti un folto gruppo di jazzisti, con lo scopo di fare le prove per la prossima tournée, nella quale gireranno il mondo, e diretti dal maestro Luigi Cinque. L’atmosfera idilliaca è però interrotta dall’arrivo di una donna e di una giovane ragazza, provenienti dalle favelas di Rio, e giunte sul posto per informare i musicisti che non hanno più notizie su Darcy Do Jongo, famoso percussionista brasiliano scomparso circa cinque anni in seguito a un concerto in sud Italia. Le donne spiegano che Darcy era minacciato dai narcotrafficanti brasiliani, che volevano vendicarsi di lui a causa dei suoi pensieri pacifisti e per la sua lotta al crimine. Si teme quindi che proprio questi lo abbiano ucciso. Cinque e Pippo Delbono decidono di seguire le donne e lasciare i loro colleghi alle prove, e si mettono in viaggio verso l’America Latina, dove vogliono entrare in contatto con uno stregone, Feijao, che potrebbe far tornare in vita il famoso percussionista recitando una formula che lo farebbe tornare in vita.
Non è semplice definire Transeuropæ Hotel, un’opera prima molto riflessiva, a metà tra la contemporaneità, il sogno e la favola. É la musica la vera protagonista, e infatti Transeuropæ Hotel è un docu-film musicale, certamente elitario, per nulla popolare, vicino alla corrente neorealista. Cinque inserisce diversi elementi poetici, spesso contemplati da Pippo Delbono e dallo stesso Cinque, che, come per gli personaggi, interpretano sé stessi. I loro pensieri sono profondi, così come le lezioni universitarie dello stesso Cinque: sul pensiero e irrazionale; sulla visione meccanicistica del mondo che egli considera ormai superata, optando invece per una visione più complessa dove la musica ha una profonda importanza, alla quale ci accomunano le vibrazioni [“onde elettromagnetiche di materia pulsante che trovano armonia all’interno di una danza cosmica alla quale tutti siamo invitati a prender parte”]; o i trasognati pensieri di Pippo, che considera la Terra non un grande meccanismo, ma un grande pensiero, e che, confida a Luigi, da sempre desidera recarsi nei luoghi che non comprende, che scopre per la prima volta, poiché ciò che già gli è noto non lo incuriosisce. La musica, invece, non si finisce mai di scoprire veramente, e, come asserisce Cinque, la vita senza la musica sarebbe un errore, ed è impensabile il solo pensiero.
C’è un forte intimismo in questo Transeuropæ Hotel, aspetto che, però, rischia di farlo risultare sovrabbondante e ripetitivo, colpa anche di un ritmo estremamente lento che non aiuta certo lo spettatore a mantenere alta l’attenzione, perdendosi, più che nella storia, negli esclusivi paesaggi siciliani e sudamericani [il film è ambientato in Sicilia, Rio de Janeiro e Salvador de Bahia], e nelle meravigliose musiche. Come non citare, tra tutte, la scena che vede protagonista Petra Magoni, che, con Peppe Servillo, giungono in un luogo misterioso, simile ad un monastero, nel quale incontrano un coro di solfatari con i quali suonano e cantano armonie pregreche e preromane. Si tratta della scena probabilmente più intensa del film, sia visivamente che musicalmente.
Buono il lavoro scenografico, di Sergio Tramonti, e fotografico, di Reanaud Presonnaz e Jacque Cheiche e Michele Cinque. Il film è stato scritto da Cinque con la scrittrice Rossana Campo e il poeta Valerio Magrelli.
“La nostra dimensione è quella di essere immersi nel mondo”. Luigi Cinque
Gilda Signoretti
–
TRANSEUROPÆ HOTEL
Regia: Luigi Cinque
Con: Luigi Cinque, Pippo Delbono, Marina Rocco, Peppe Servillo, Petra Magoni, Ilaria Drago, Gianluca Ruggeri, Andrea Biondi, Keuri Poliane, Jurema da Matta, Giuseppe Vitiello
Uscita in sala in Italia: giovedì 10 Ottobre 2013
Sceneggiatura: Luigi Cinque, Rossana Campo, Valerio Magrelli
Produzione: MRF5 mus&film, MIBAC, Sicilia Film Commission, Luigi Piccirilli
Distribuzione: /
Anno: 2012
Durata: 98′