Con Pane e cioccolata, 1974, Franco Brusati era riuscito a imporsi anche al’estero, tanto che il film fu selezionato [nel 1980] tra i film stranieri in lizza per l’Oscar [che fu vinto da Die Blechtrommel, da noi conosciuto come Il tamburo di latta, di Volker Schöndorff, tratto dal romanzo di Günter Grass, 1959], ricevendo entusiasmanti giudizi dalla critica. Anche Dimenticare Venezia, 1978, come Pane e cioccolata [recentemente restaurato dalla Cineteca di Bologna e presentato alla 70esima Mostra del Cinema di Venezia], fu accolto positivamente dalla critica, ma tiepidamente dal pubblico.
Nicola, detto Nicky [Erland Josephson] approfitta delle vacanze estive per lasciare Milano e raggiungere l’entroterra trevigiano dove vive sua zia Marta [Hella Petri], cantante lirica ormai lontana dalle scene, con Claudia [Eleonora Giorgi], cresciuta dalla famiglia di Nicola come una figlia, Anna [Mariangela Melato], sorella di Nicola, e l’anziana e non più lucida zia Marta [Nerina Montagnani].
Nicola raggiunge la tenuta con Picchio [David Pontremoli], suo compagno da anni. La gioia per il loro arrivo è evidente, e i giorni trascorsi sono molto sereni, anche se sia Anna che Claudia, che hanno un legame sentimentale, che Nicola e Picchio, appaiono come turbati, e la loro inquietudine nasce proprio dalla difficoltà di separarsi dal ricordo del loro felice passato. In paese c’è una festa di matrimonio, e qui Nicola incontra Rossino [Fred Personne], suo amico d’infanzia, incontro che gli permetterà di ricordare tanti felici e particolari momenti d’infanzia vissuti insieme. Intanto, le due coppie, Anna e Claudia, e Nicola e Picchio, hanno organizzato una gita a Venezia, ma non possono prevedere che un tragico evento annullerà la partenza e porterà ad un decisivo cambiamento nelle loro vite.
Dimenticare Venezia, vietato ai minori di 14 anni, è un’opera autorevole e di grande spessore. Brusati dimostra di avere non solo particolare professionalità come regista e sceneggiatore [tra le sue più importanti sceneggiature ricordiamo Romeo e Giulietta, 1968, di Franco Zeffirelli, Il giardino dei Finzi Contini, 1970, di Vittorio De Sica, Il brigante Musolino, 1950, di Mario Camerini], ma anche una sensibilità palpabile. Pensiamo alla scena nella quale Claudia, durante la doccia, si sente svenire alla vista del sangue mestruale, o alla poetica scena che vede zia Marta cantare e ballare all’aperto davanti alla tavolata del matrimonio, come se fosse tornata a calcare le scene in teatro, con una scenografia affascinante di Luigi Scaccianoce [Il vangelo secondo Matteo, 1964, e Uccellacci e Uccellini, 1966, di Pier Paolo Pasolini, Straziami, ma di baci straziami, 1968, di Dino Risi]e Paolo Biagetti [che aveva lavorato con Brusati in Pane e cioccolata]. I personaggi sono tratteggiati con particolare profondità, tutti di grande spessore ed estremamente malinconici.
Dimenticare Venezia è distribuito in home video da CG Home Video, che per l’occasione presenta due interessanti interviste ad Andrea Occhipinti, attore e amministratore della Lucky Red, che ha conosciuto Franco Brusati, del quale descrive la personalità, entrando poi nel dettaglio del film [che Brusati considerava un film personale], e a Eleonora Giorgi, che racconta la sua esperienza sul set del film, nei panni dell’insicura Claudia [lei che apre il film in una scena nella quale guarda con disorientamento e una certa angoscia una coppia etero che fa l’amore], sottolineando il particolare fascino di Brusati, che descrive come un uomo sofisticato, acculturato e nobile.
È la malinconia il sentimento più forte, quel particolare stato d’animo in cui si immergono i protagonisti di Dimenticare Venezia, ansiosi di tornare indietro, nel periodo dell’infanzia, nel quale la vita non appare nella sua vera realtà, e si è lontani dalle responsabilità e dai problemi degli adulti. E allora come non guardare con tenerezza, attraverso numerosi flashback, alla serenità di quegli anni, nei quali ciascuno dei quattro protagonisti non aveva bisogno di nascondersi dietro l’angolo per non rivelare la propria omosessualità.
Si, perché Dimenticare Venezia è il primo film italiano che racconta l’omosessualità, ed è anche in questo senso che Dimenticare Venezia rappresenta un film d’avanguardia, indubbiamente elegante, perché anticipatore del tema dell’omosessualità, in anni nei quali la stessa non era quasi mai dichiarata e rappresentava un tabù. Dimenticare Venezia racconta una sospensione disincantata dalla realtà da parte dei quattro protagonisti, che condividono l’uno con l’altro una certa immaturità, provocata proprio da questo rifiuto di staccarsi dalla fanciullezza, non accettando quindi di essere adulti.
Brusati aveva pensato subito a Mariangela Melato [che dirigerà in Il buon soldato, 1982], e sceglie un cast d’eccezione per il film, con una giovanissima Eleonora Giorgi, lo svedese Erland Josephson [incitato da Bergman, che lo aveva diretto spesso, a prendervi parte], a Hella Petri [che recitò in altri due film italiani, oltre Dimenticare Venezia, e cioè Lettere di una novizia, 1960, di Alberto Lattuada, a Mimì Bluette … fiore del mio giardino, 1976, di Carlo Di Palma], e la prolifica Nerina Montagnani, protagonista di film che hanno fatto la storia del cinema italiano [come I nuovi mostri, 1977, di Mario Monicelli, Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave, 1972, di Sergio Martino, Delitto a Porta Romana, 1980, di Bruno Corbucci].
Gilda Signoretti
–
DIMENTICARE VENEZIA
Voto film
Voto DVD
Regia: Franco Brusati
Con: Erland Josephson, Mariangela Melato, Eleonora Giorgi, David Pontremoli, Hella Petri, Nerina Montagnani
Durata: 102′
Audio: Italiano Dolby Digital 2.0 Dual Mono
Formato: 1.78:1
Distribuzione: CG Home Video [www.cghv.it]
Extra: Interviste a Andrea Occhipinti e Eleonora Giorgi; Trailer