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EU 013 – LA FRONTIERA di Alessio Genovese

L'ULTIMA FRONTIERA LOCANDINAEU 013 – La frontiera, è il primo docufilm girato nei Centri di Identificazione ed Espulsione Italiani, ovvero i centri di accoglienza all’interno dei quali sono trattenuti i tanti immigrati privi di permesso di soggiorno o respinti dall’Italia per essere espulsi definitivamente e riaccompagnati nel loro paese di origine.

Venerdì 10 gennaio il film, diretto da Alessio Genovese,  giornalista e videomaker [vincitore, nel 2012, del Premio Internazionale di giornalismo Maria Grazia Cutuli nella sezione Giornalisti stranieri], è stato presentato al Nuovo Cinema Aquila, in una speciale anteprima romana, [http://www.cinemaaquila.com/evento/prima-romana-di-eu-013-lultima-frontiera/], presentata da Massimo Vattani, e alla quale hanno partecipato, oltre Genovese e la cosceneggiatrice Raffaella Cosentino, numerose altre personalità [come Gabriella Guido, Campagna LasciateCIENTRARE, Alberto Barbieri, Medici per i diritti umani; Luigi Manconi, presidente della Commissione dei Diritti Umani del Senato; Salvatore Fachile, avvocato Asgi; Grazia Naletto, presidente Lunaria].

L'ultima frontiera foto 3Quello che viene fuori da questo coraggioso documentario è proprio il disagio provato dai reclusi in alcuni C.i.e sparsi nella nostra nazione [Ancona, Fiumicino, Roma, Bari, Trapani], costretti nella condizione di reclusi, in attesa di riavere i propri documenti, di incontrare un giudice di pace, o di essere accompagnati alla frontiera. Ovviamente non tutti hanno compiuto crimini. Alcuni di questi immigrati non hanno i documenti semplicemente perché sono in mano alla polizia, o non hanno il permesso di soggiorno perché impossibilitati, economicamente, a poterselo fare. Genovese non esprime posizioni, ma con la sua telecamera guarda, riflette, e osserva l’interno contesto sociale nel quale ci troviamo oggi, nei nostri Paesi europei, meta di disperati in cerca di una fortuna che sanno di non poter trovare, ma fiduciosi di poter sopravvivere, anche con due euro all’ora, perché è questo il prezzo della paga per molti di loro. E allora è la schiavitù a farla da padrone, e non vi è nulla di più mortificante nel dover vendersi agli sfruttatori.

L'ultima frontiera foto 1Genovese fa parlare sia gli agenti della polizia di Frontiera, i giudici di pace, gli avvocati, i questori e i vicequestori, sia gli immigrati stessi. Ciò che colpisce è proprio la profondità dei loro pensieri. Un immigrato ad esempio, sostiene che la storia è fatta per essere ricordata, non per essere rivissuta, altrimenti il Paese, e di conseguenza la società stessa, non possono evolversi. Perché, continua, sbagliare è umano, ma continuare a commettere gli stessi errori, pur riconoscendoli come tali, è rischioso. Tutti loro concordano poi sul fatto che i centri di accoglienza non sono centri di accoglienza, ma centri di sofferenza, perché non ospitano le persone lì consegnate, ma le rinchiudono come se fossero detenuti, e, ancora, che chi paga è sempre la povera gente.

EU 013 – La frontiera inizia con le immagini di una nave che sta raggiungendo il porto di Fiumicino, e i successivi controlli di polizia, per poi raggiungere gli interni dei Centri di identificazione e ascoltare le voci degli immigrati. È particolarmente toccante il punto di vista di un  tunisino che riflette sulla paura e sui pregiudizi che molti europei hanno degli immigrati: “Conoscete prima le persone, prima di sputare sentenze. È una voce la mia, una voce che esce dal cuore”.

È più che mai attuale la poesia di Edmondo De Amicis, Gli emigranti, di cui nel film viene riportato un estratto: “Vanno, ignari di tutto, ove li porta la fame, in terre ove altra gente è morta; come il pezzente cieco o vagabondo erra di porta in porta, essi così vanno di mondo in mondo”.

Gilda Signoretti

EU 013 – LA FRONTIERA

Voto film:

3 Teschi

Regia: Alessio Genovese

Sceneggiatura: Alessio Genovese e Raffaella Cosentino

Produzione:  Alessio Genovese, Raffaella Cosentino con Open Society Foundation, Fondazione Maria Grazia Cutuli, Zabal

Distribuzione: /

Anno: 2013

Durata: 61′

 

 

 

InGenere Cinema

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