Viene un po’ da storcere la bocca se si pensa alla decisione di Sergio Basso di esordire nel cinema di finzione con un film come Amori elementari. Non tanto per il risultato ottenuto, che come vedremo a nostro avviso non è soddisfacente, ma per la tipologia di progetto, di genere, di approccio stilistico e per la materia drammaturgica che ha deciso di maneggiare, così lontani da quanto proposto precedentemente. Forse per questo ci saremmo aspettati ben altro da un regista che alla causa documentarista ha dato un contributo importante con opere che hanno lasciato il segno nel circuito festivaliero: da Quando capita di perdersi [2005] a Il viaggio di Gesù [2007], fino a Giallo a Milano [2009]. Insomma, qualcosa di più vicino e in linea con il percorso professionale affrontato fino a questo momento, un po’ come Leonardo Di Costanzo aveva fatto con la sua opera prima dal titolo L’intervallo.
Ma si sa che essere coerenti non è sempre facile e si deve pur mangiare, specialmente quando hai dovuto fare i conti per molti anni con i limiti produttivi e le difficoltà distributive imposti dal e al cinema del reale. Per cui quando ti capita un’occasione, specialmente in un periodo come questo, il treno non te lo devi fare sfuggire perché potrebbe non essercene un altro. Di conseguenza, una piccola attenuante gliela possiamo concedere, ma nulla di più.
Ci troviamo così a fare i conti con una commedia pre-adolescenziale sui primi amori, calata in un contesto sportivo che, neanche a farlo apposta, ci porta sulle piste di ghiaccio al seguito di una squadra di hockey maschile e una di pattinaggio artistico in trasferta moscovita per un torneo, proprio mentre al di là dello schermo, in quel di Sochi, sono in corso i Giochi Olimpici Invernali. In tal senso, le strizzatine d’occhio alla trilogia di Stoffa da Campioni sono piuttosto evidenti.
Tra colpi di fulmine e avventurose fughe in treno, baci mancati e mezze verità, Basso firma un film che forse dovrebbe essere giudicato e analizzato dagli occhi di un bambino, capace probabilmente di apprezzarlo molto di più di quanto potrebbe fare un qualsiasi addetto ai lavori.
Questo perché quella al centro di Amori elementari è proprio una storia a misura di bambino, filmata prevalentemente con la macchina da presa posizionata alla sua altezza, mettendo in scena un linguaggio e un immaginario che allo spettatore adulto potrebbe apparire davvero poca cosa. Viene da chiedersi perché non si sia puntato su una storia che consentisse una duplice lettura, destinato sia al mondo dei piccoli sia a quello dei grandi. Il tutto, lasciando al primo il ruolo di baricentro, come dimostrato decenni fa da grandi esponenti del nostro cinema come De Sica o Comencini. Ma quelli erano altri tempi, altre storie e altri cineasti. Da qui la decisione di lasciare la porta aperta rispetto al giudizio critico, almeno dal punto di vista della scrittura, anche se qualche riserva continuiamo a nutrirla, mentre da quello più squisitamente tecnico, la messa in quadro e il posticcio contributo, tanto degli effetti quanto del montaggio, è da dimenticare al più presto, perché riporta alla mente i capitoli cinematografici di Diari di una schiappa, dove a farla da padrona c’era la medesima ridondante estetica da videoclip.
Per fortuna siamo lontani dalla visioni e dai racconti portati sugli schermi da Federico Moccia [uno su tutti Amore 14], dai quali Basso prende senza esitazione alcuna le distanze, restituendo la materia drammaturgica e i temi classici del filone con più sincerità e coerenza alla realtà. Ma questa, al contrario, non può e non deve essere un’attenuante, vista l’esile architettura narrativa che sorregge lo script e la superficialità dimostrata nel disegno dei personaggi chiave. A maggior ragione in uno schema corale, dove la debolezza del singolo depotenzializza il lavoro del gruppo.
Francesco Del Grosso
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AMORI ELEMENTARI
Regia: Sergio Basso
Con: Cristiana Capotondi, Andrey Chernyshov, Olga Pagodina, Rachele Cremona, Andrea Pittorino
Uscita in sala in Italia: giovedì 20 febbraio 2014
Sceneggiatura: Sergio Basso, Marianna Cappi, Marina Polla de Luca
Produzione: CSC Production, SharonCinema Production, Rai Cinema, Zori Film
Distribuzione: Academy Two
Anno: 2014
Durata: 98′