Il secondo adattamento cinematografico della celebre favola europea de La Bella e la Bestia porta la firma di Christophe Gans.
Un mercante [André Dussollier], a seguito di un naufragio, cade in disgrazia, ed è costretto a lasciare la città insieme alla sua numerosa famiglia. Durante un solitario e faticoso viaggio tra le montagne innevate, il mercante scopre il castello della Bestia [Vincent Cassel], ricevendo in dono tutto ciò che desiderano i figli; ma il furto di una rosa per la giovane Belle [Léa Seydoux] ha come conseguenza una condanna a morte.
Belle si sente tremendamente responsabile del destino del padre, e sceglie di recarsi nel regno magico della Bestia per offrire la sua vita e risparmiare quella del padre: al posto della morte l’aspetta però una difficile convivenza che si trasformerà in un amore che libererà la Bestia dalla maledizione.
Il regista sostiene di non aver tentato un remake del celebre film di Jean Cocteau, ma piuttosto un nuovo adattamento del racconto. Leggendo la fiaba di Madame de Villeneuve, Gans si è reso conto dei dettagli mancanti nella prima trasposizione cinematografica e, inserendosi in questi vuoti, ha arricchito la narrazione.
In sogno alla giovane Belle viene svelato il passato della Bestia e le cause che hanno portato alla maledizione del suo castello, una scelta che comporta l’inserimento di un’epoca diversa da quella della narrazione: un’ottima possibilità per rafforzare la brutalità dell’incantesimo contrapponendolo a un’epoca d’oro.
Gans si concentra sulla caratterizzazione dei personaggi secondari: il mercante non è solo un ponte tra la Bella e la Bestia, ha a cuore i desideri, le necessità e i guai dei suoi figli; le sorelle della protagonista strappano qualche sorriso allo spettatore grazie ad un’interpretazione clownesca che le rende molto simili alle sorellastre di Cenerentola. Al contempo vengono inseriti però degli elementi inutili e privi di senso, come i piccoli animaletti impauriti che abitano il castello, una rappresentazione infantile di una possibile ma mancata guida all’interno del regno per la protagonista.
Tanta attenzione alla favola e pochissima all’evoluzione dei due protagonisti. La Bestia cambia atteggiamento nei confronti della fanciulla in modo fin troppo rapido, e ancor più stupefacente è la facilità con cui quest’ultima si innamora dell’oppressore. Il profilo psicologico dei due è inesistente, Belle sembra mossa semplicemente da pietà e non da un sentimento autentico, e il contatto tra i due nella fase conflittuale si risolve in pochi dialoghi composti da scarne provocazioni e ruggiti.
Una buona qualità degli effetti speciali non rende comunque il film un’opera degna di nota: la storia d’amore, fulcro della narrazione, si sviluppa in modo approssimativo. Di certo non aiutano l’interpretazione nascosta dalla “maschera” di Cassel e quella discreta degli altri attori.
Un’occasione persa, un vero peccato.
Alice Ortenzi
LA BELLA E LA BESTIA
Regia: Christophe Gans
Con: Vincent Cassel, Léa Seydoux, André Dusollier
Sceneggiatura: Christophe Gans, Sandra Vo-Anh
Produzione: Pathé, Eskwad, Studio Babelsberg
Distribuzione: Notorious Pictures
Anno: 2014
Durata: 110′
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=wi8SITcbBuE