Primo film di finzione per il documentarista Alessandro Rossetto, Piccola Patria si colloca nel panorama della produzione italiana come un tesoro fuori dall’ordinario, in particolare per quanto riguarda la realizzazione stessa del film.
Il regista ha individuato un’area del Nord-Est definita dallo stesso “un chilometro quadrato di Texas” e ha lasciato che gli attori prendessero spazio, entrando in confidenza con i luoghi e con i corpi che li circondavano nel film e sul set affinché fossero l’improvvisazione e il contatto a scrivere ogni azione e molte delle parole pronunciate.
Il metodo adottato è quello dell’improvvisazione guidata, alcuni attori sono arrivati sul set sprovvisti della sceneggiatura che esisteva, ma il regista ha scelto di lasciare spazio alla ricerca e alla creazione dei personaggi fornendo gli strumenti necessari alla realizzazione delle scene di volta in volta.
Questo contatto istauratosi tra gli attori emerge nel film e fornisce una spontaneità e intensità rara.
Luisa [Maria Roveran] e Renata [Roberta Da Soller] sono due ragazze che trasgrediscono norme sociali proprie della piccola comunità a cui appartengono. Le due hanno caratteri e molto diversi ma sono accumunate dal desiderio di fuga da un contesto animato da una forte cultura del lavoro e del sacrificio, dalla paura del diverso che porta alla diffidenza e a spinte indipendentiste.
Una morale infranta non solo dalle due protagoniste, ma anche dalle azioni e le reazioni degli altri personaggi che animano la narrazione: soldi, violenza e tradimenti muovono i corpi coinvolti in un intreccio semplice ma reso efficace proprio dalla “presenza” e dalla concretezza di questi.
Ottime le scelte musicali: le inquadrature aeree che offrono una visione d’insieme del borgo in cui è ambientato il film sono accompagnate da “L’Aqua ze morta” e in opposizione nelle immagini più intime troviamo “Joska la rossa”.
Alla musica [quasi] tradizionale, al dialetto veneto e ai cori dal sapore “epico” si contrappone un tema “contemporaneo”, un’interpretazione musicale vincente e suggestiva che rappresenta tutte le anime del racconto.
Piccola patria, dal 10 aprile nelle sale italiane è stato presentato alla settantesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti ed è stato realizzato con il sostegno di ben quattro film commission del Nord-Est italiano [Regione del Veneto – Veneto Film Commission, BLS – Film Fund & Commission dell’Alto Adige, Trentino Film Commission, Friuli Venezia GIulia Film Commission].
Alessandro Rossetto si affaccia al mondo del lungometraggio di finzione con una storia che seppur semplice riesce a radunare fenomeni antropologici e a cogliere delle dinamiche interpersonali quotidiane influenzate da questi e al contempo universali; un lavoro di raccolta, riordino e rilascio delle informazioni in cui l’esperienza documentaristica del regista è evidente e rende speciale questa opera.
Alice Ortenzi
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PICCOLA PATRIA
Regia: Alessandro Rossetto
Con: Maria Roveran, Roberta Da Soller, Vladimir Doda, Diego Ribon, Lucia Mascino, Mirko Artuso, Nicoletta Maragno
Uscita in sala in Italia: giovedì 10 aprile 2014
Sceneggiatura: Caterina Serra, Alessandro Rossetto, Maurizio Braucci
Produzione: Arsenali Medicei, Jump cut
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà
Anno: 2013
Durata: 111′