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BIG HERO 6: La conferenza stampa

40Il film di Natale di casa Disney quest’anno veste i toni e lo stile dei cugini Marvel, pur restando una storia pensata per le famiglie e dedicata ai più piccoli, che si carica di importanti messaggi morali.

In occasione dell’uscita in sala di Big Hero 6, abbiamo incontrato Flavio Insinna e Virginia Raffaele, due delle voci italiane del film, e Moreno, giovanissimo rapper che firma una delle canzoni presenti nella colonna sonora.

[InGenere Cinema]: Come siete arrivati ad entrare a far parte della famiglia di “Big Hero 6”?

[Flavio Insinna]: Se non avessi recitato in Don Matteo non avrei mai conosciuto Luca Ward, ed è proprio tramite lui che sono entrato in contatto con il mondo del doppiaggio, che mi ha portato a far parte di questo film Disney. Io non ho mai doppiato nulla, non ho mai nemmeno avuto il sogno di fare il doppiatore, anche se già un’altra volta ero stato contattato per dare la voce ad un piccolo animaletto di un cartone animato. Non sapevo nemmeno di essere un “talent”, l’ho scoperto quando mi han chiesto di prender parte al film, io pensavo di essere un attore! [ride] Comunque io credevo davvero di non essere capace di doppiare, poi grazie al direttore del doppiaggio Massimiliano Manfredi ci sono riuscito! E’ stato un grande, abbiamo lavorato fianco a fianco. Lui recitava la battuta per come credeva dovesse esser detta, e poi la recitavo io. La vita è l’arte dell’incontro e per una volta anche se questo lavoro non è il mio, un incontro mi ha permesso di fare un’esperienza che mi è davvero piaciuta. Ricordo un’indicazione fondamentale, suggeritami da Massimiliano, cioè di mettere nella voce di Baymax dei toni rassicuranti e coccolosi. In un paese che taglia anche sulla sanità e che non è affatto rassicurante e coccoloso ci vorrebbero 100… 1000 Baymax a chiederci cosa ci fa male!

[Virginia Raffaele]: Zia Cass è un personaggio con cui mi sono travata subito d’accordo. E’ frizzante, lunatica… proprio come noi donne. Anche io ho avuto questa esperienza di doppiaggio importante con Massimiliano e anche per me era la prima esperienza. La cosa bella era che, per dare realismo alle scene in movimento, Manfredi mi  muoveva, mi scuoteva, mentre recitavo le battute! Ci tengo a precisare che fare parte della famiglia Disney è da sempre stato un mio sogno di attrice.

[Moreno]: Aver lavorato per la Disney per un ragazzo giovane come me è qualcosa di incredibile! Sono ancora molto legato al mondo dei cartoni animati e a quelli della Disney in particolare. Scrivere una canzone per un cartone non è una cosa semplice. Mi sono dovuto impersonare in una storia che ha tutto: è commovente… ha avuto qualche importante apporto di Marvel, con i supereroi…

35[InG]: Quale altro personaggio Disney del passato ti sarebbe piaciuto impersonare?

[VR]: Amo particolarmente Gli incredibili e  uno dei miei personaggi preferiti in quel film è quello doppiato da Amanda Lear. Ma sono voci che non potresti mai sostituire. Quando becchi quelle giuste sono e rimangono quelle. Mi piacciono molto anche Nemo e Toy Story.

[FI]: Mi sono formato su Il libro della giungla e su Gli aristogatti. La parola denitiva della Disney, in Italia, però l’ha messa il mio maestro, Gigi Proietti, con il Genio di Aladdin.  Ma il mio sogno è quello di chiudere la mia carriera doppiando l’orso Baloo de Il libro della giungla. C’è tutta la mia filosofia di vita in quel “Bastan poche briciole, lo stretto indispensabile…”.

[M]: Gli aristogatti è uno dei preferiti anche per me. Anche nella vita vera ho un profondo amore per i gatti. Ho due gatti a casa.

38[InG]: Come si entra in un personaggio liminale come quello di Baymax, un robot ma molto umano? Un amico/guida, una macchina, ma anche una persona.

[FI]: Ci siamo avventurati con i piedi di piombo. All’inizio sei freddo, rigido. La sfida è stata quella di non risultare robotico, ma allo stesso tempo di non essere del tutto umano. L’input è stato quello di un sorriso… sia interno che esterno, come espressione facciale. Sul finale c’è una scena in cui il bambino Hero sembra addirittura un bambino vero, non un cartone animato, e  noi per la voce di Baymax ci siamo abbandonati al nostro intuito… donando uno scatto d’umanità maggiore al robot. Anche lui compie un arco, anche lui cambia e c’è questo finale. Ci vuole un grande rispetto, dove uno non si deve amare, ma deve amare quello che fa. Il mio maestro Proietti, Nino Frassica, Terence Hill, Abantatuono mi hanno insegnato ad essere spietati suj sé stessi. Stimandomi poco ci metto tutto me stesso, come se fosse l’ultimo giorno che mi faranno lavorare.

39[InG]: Lavorando solo con la voce, dalla radio al doppiaggio, richiede uno sforzo maggiore?

[VR]: Il lavoro radiofonico è un mondo che ti abitua a puntare tutto sulla voce, sui tempi, sui toni, sui ritmi… Con il doppiaggio c’è il personaggio a cui doni la voce, che poi sembra un attore vero e proprio, e hai proprio la controparte attoriale che ti aiuta nella scelta dei toni. E’ un lavoro interessante e difficilissimo.

[FI]: Quando hai non la possibilità di usare un corpo devi cercare di lavorare con le sfumature… cercare di raggiungere una certa “grazia”. Abbandonare la vita vera e rinchiuderti in una sala, con delle persona di grande livello, andando a cercare proprio queste sfumature, per regalare delle emozioni al popolo di bambini che verrà a vedere il film. E’ stato bellissimo: un regalo di Natale anticipato.

41[InG]: Qual è il tema del film che ti ha più coinvolto?

[FI]: Adoro le amicizie apparentemente improbabili. L’approccio di questo gigantone con questo bambino che all’inizio non lo vuole, distrutto dalla perdita del fratello… E poi il viaggio che faranno insieme. Ad un certo punto del film c’è un abbraccio: mi sono sentito colpito sotto la cintura dei sentimenti. Quindi il rapporto tra i due.

[VR]: L’amicizia. E’ un cartone animato molto profondo.

[M]: Anche nella canzone ho cercato di inserire messaggi per i più giovani: “I sogni possono essere realtà, credi nella creatività”. Sono rimasto colpito dalla determinazione di Hero. Ha un vero talento che gli permetterà di raggiungere un certo obiettivo.

43[InG]: Qual è il vostro “Big Hero” preferito nel cartoon, e quale il vostro eroe nella vita?

[M]: Per la simpatia e il suo essere svanito mi farebbe scegliere Fred. Ma amo il rap, e le sue trecce, il suo essere di colore, mi fa propendere per Wasabi. Nel mio genere musicale, invece, il mio eroe è J-Ax, nello sport potrebbe essere Senna.

[VR]: Nella vita professionale ce ne sono abbastanza… Tutte le grandi attrici, delle maestre: da Monica Vitti a Franca Valeri. Nella vita vera potrei dire mia madre.

[FI]: Potrei dirti Don Ciotti. Poi, per la mia malinconia umana, il supereroe che preferisco è Batman, che vive da solo col maggiordomo, e ad una certa ora le fidanzate le rimanda a casa.

47[InG]: Parlateci dei vostri progetti futuri…

[M]: E’ da poco uscito il mio libro La vita vera. E’ autobiografico: prima di entrare a far parte della TV e della musica, facevo parte di un mondo diverso, più duro, quello dei centri sociali, che ho avuto il piacere di mettere su carta. Sono anche tornato in studio per incidere nuove canzoni.

[VR]: Sto iniziando a pensare ad uno spettacolo teatrale. E ho altre cose in cantiere che non racconto per scaramanzia…

[FI]: Sarà un caso, ma tutto quello che sto facendo ora è legato al concetto di “felicità”, come il personaggio di Baymax, nel mio piccolo, tento [e tentiamo] di regalare una piccola felicità ogni sera su Rai Uno, con Affari tuoi. E’ anche uscito il mio primo piccolo romanzo: La macchina della felicità. Ma in questo periodo il mio primo pensierp è quello di dedicarmi al’uscita del film.  

 

Luca Ruocco

Roma, dicembre 2014

BIG HERO 6, la gallery:

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