In Franny [Richard Gere] albergano più anime: quella dell’eterno scapolo, irriducibile Peter Pan, amico fraterno divorato dai sensi di colpa ma, soprattutto, quello che caratterizza questo personaggio creato dall’esordiente Andrew Renzi è la forte solitudine che lo divora dall’interno.
Facciamo un passo indietro a quando la sua vita era un’eterna ricerca del divertimento e del successo che condivideva con la famiglia del suo migliore amico Bobby [Dylan Baker], con il quale decide di realizzare un progetto costoso ma al tempo stesso nobile, la realizzazione di un ospedale che si occupi di patologie che colgono i bambini e che abbia quelle attenzioni particolari che solo una struttura specializzata può avere.
Di lui Renzi ci da semplicemente un abbozzo e forse è proprio questa la forza di questo film; sono più le cose non dette ad incuriosire e ad interessare lo spettatore rispetto ai fatti narrati nel film. Franny infatti subisce un grave incidente d’auto insieme ai suoi amici, un evento traumatico di cui si sente completamente responsabile, forse perché era quello che ha distratto la persona alla guida, ma anche perché è stato il solo a salvarsi.
Cinque anni sono passati dal tragico evento e adesso Franny vive, sempre grazie alle sue ricchezze in una stanza d’albergo lussuosa, ma nella più completa solitudine. Gli unici scopi della sua vita sono il divertimento e la beneficienza. Franny è uno di quei personaggi che si sentono sempre in debito nei confronti della vita, in verità a ragione, ma che fondamentalmente sono buoni e hanno il cuore generoso.
Franny non ha mai dovuto lottare con nulla, se non con i suoi rimorsi, la perdita dell’amico Bobby e di sua moglie Mia [Cheryl Hines] hanno scavato dentro il suo cuore un solco profondo come una voragine e quando ricompare nella vita della loro figlia Olivia [Dakota Fanning], in procinto di partorire, l’uomo cerca di essere utile alla sua esistenza e a quella della sua famiglia proprio perché è solo al mondo e in qualche modo vorrebbe riparare un passato irrecuperabile.
Invece sarebbe lui quello bisognoso di cure e di affetto perché, in preda a crisi di astinenza da anfetamine nelle quali annega il suo dolore, non riesce a capire che deve superare la sua dipendenza e tentare di affrontare il dolore come fanno tutte le persone al mondo.
Nel complesso buona la prova d’esordio di Renzi che riesce a mantenere i suoi personaggi su un filo sospeso tra il detto e il non detto, senza scadere troppo negli stereotipi del film drammatico ma, anzi, regalando allo spettatore qualche risata. Dubitiamo, però, che questo film rimanga nella memoria dello spettatore come pietra miliare della filmografia di Richard Gere.
Paolo Corridore
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FRANNY
Regia: Andrew Renzi
Con: Richard Gere, Dakota Fanning, Theo James
Uscita in sala in Italia: mercoledì 23 dicembre 2015
Sceneggiatura: Andrew Renzi
Produzione: Kevin Turen, Jason Micheal Berman, Joy Shuminsky, Thomas B. Fore
Distribuzione: Lucky Red
Anno: 2015
Durata: 90′