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IN GUERRA PER AMORE di Pif

 

in-guerra-per-amore-1Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, torna in sala con il suo secondo lungometraggio: In guerra per amore. Dopo l’interessante esordio con la commedia La mafia uccide solo d’estate, in cui l’autore siciliano riusciva a raccontare in modo assai originale – e sorridendo amaramente – le stragi mafiose degli anni ’90, Pif torna dietro la macchina da presa per narrare un altro pezzo di storia d’Italia, quello che vede la Sicilia al centro dello sbarco dell’esercito americano in Italia, durante la Seconda Guerra Mondiale.

E’ il 1943 e Arturo [Pif] è uno dei tanti emigranti italiani giunti in America in cerca di fortuna. Il ragazzo è innamorato di Flora [Miriam Leone], ma il loro sogno d’amore è ostacolato da un matrimonio combinato dallo zio di lei che la vuole maritata al figlio di un potente boss italo-americano. L’unico modo per cambiare le cose sarebbe chiedere la mano di Flora direttamente a suo padre… se non fosse che l’uomo si trova in un piccolo paese siciliano.

E’ così che ad Arturo, sognatore squattrinato, non rimane che arruolarsi nell’esercito degli Stati Uniti per raggiungere il padre dell’amata, in Sicilia.

In guerra per amore conferma le capacità narrativa del suo autore: quel che Pif riesce a fare è proprio trasmettere un vivo interesse per il raccontare un momento importante della storia del Paese, come era già successo nella sua opera prima.

in-guerra-per-amorePif si dimostra ancora una volta capace di intrecciare una storia leggera e personale a quella più drammatica e generale, mondiale in questo caso: una storia d’amore semplice, quasi scontata, ma costruita attraverso episodi eclatanti come lo sbarco in Sicilia a bordo di un asino sospeso in aria con un elicottero, oppure l’innesco a-temporale di un primo selfie della coppia di innamorati.

Come in La mafia uccide solo d’estate, al Pif autore e regista e a quello attore si somma quello narratore: con la sua inconfondibile vocetta, infatti, Diliberto racconta gli eventi su scala mondiale che si andranno a intersecare alla storia d’amore dei due protagonisti, arrivando a cambiare la storia della Sicilia, dell’Italia e della Mafia [sì, perché ancora una volta lì cadrà l’accento del racconto di Pif], prima ancora di quella dei due innamorati.

in-guerra-per-amore-2E proprio per questo argomento ritornante, In guerra per amore diventa parte di un unico discorso, e si dispone temporalmente prima de La mafia uccide solo d’estate, raccontando un capitolo precedente della storia della malavita organizzata siciliana, per denunciare i motivi reali che portarono la Mafia a diventare tanto forte e presente in Sicilia e in Italia, proprio durante la seconda grande guerra.

E se pur il meccanismo sembra assai simile a quello della sua precedente commedia, non c’è dubbio che questa di Diliberto si dimostri ancora una volta una via per dare alla commedia italiana un’aura di intelligenza. L’unica nota stonata è il prevalere di un moralismo un po’ spicciolo, di un senso del politicamente corretto troppe volte invitato scomodo, pur se puntellato da momenti di ironia piacevole [le corse della portatrice della statua della madonna e del portatore di quella di Mussolini lungo le strade del paese, durante i bombardamenti] e di alcuni momenti in cui tutto assume pieghe grigie, assai più concrete e piacevoli.

Con un finale potente e lirico.

Luca Ruocco

3 Teschi

IN GUERRA PER AMORE

Regia: Pierfrancesco Diliberto “Pif”

Con: Pif, Miriam Leone, Andrea Di Stefano, Stella Egitto, Maurizio Marchetti

Uscita in sala in Italia: giovedì 27 ottobre 2016

Sceneggiatura: Michele Astori, Pierfrancesco Diliberto

Produzione: Wildside, Rai Cinema

Distribuzione: 01 distribution

Anno: 2016

Durata: 99’

InGenere Cinema

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