Tratto dal romanzo di Gilles Paris, Autobiographie d’une courgette, La mia vita da zucchina è un film di animazione francese che arriverà nelle nostre sale sale il 01 dicembre 2016. Si tratta di un film estremamente delicato e drammatico, che tratta il tema dell’abbandono attraverso gli occhi di un bambino, prima, e di alcuni suoi coetanei, poi. Realizzato con la tecnica della stop motion, curata da Kim Keukeleire, impegnato in passato in progetti molto importanti, come Frankenweenie o il più recente Galline in fuga, La mia vita da zucchina è un film più per adulti che per piccoli, in cui è il dolore, quello più intimo, nato dal senso di abbandono, ad unire Zucchina, questo il nome del protagonista, con gli altri bambini conosciuti nella casa famiglia con cui condivide ogni istante della sua vita.
Zucchina sa di esser responsabile della morte di sua madre, una donna che non sapeva occuparsi del figlio e neanche di sé stessa, perché incapace di uscire dal tunnel dell’alcolismo.
L’arrivo nella casa famiglia non è facile per niente; Zucchina, però, comprende subito che quei bambini hanno molto in comune con lui, ma ciascuno di loro reagisce a suo modo all’assenza dei propri genitori, a causa delle diverse storie personali che hanno segnato già le loro esistenze. E allora non è difficile capire perché Alice trema al minimo momento di tensione o perché Beatrice pensi, non appena sente un’automobile sopraggiungere, che sia sua madre, correndo con entusiasmo per le scale e rimanendo puntualmente delusa dell’identità dell’ospite. Anche Simon convive quotidianamente con i suoi turbamenti, ma a differenza degli altri bambini reagisce con violenza al dolore, recitando il ruolo del bullo.
Proprio quest’ultimo, tra tutti i bambini, è quello che più soffre l’assenza di amore, e quando dovrà affrontare una nuova separazione, fa emergere la parte più profonda di sé, riuscendo a controllare il dolore. Zucchina osserva tutti o suoi amici, e ad un certo punto si accorge di essere fortunato, sia a causa delle attenzioni paterne di un poliziotto che ha preso a cuore la sua storia,sia perché si innamorerà per la prima volta: Lei è Camille, una bambina appena giunta nell’istituto e con trauma terribile alle spalle, che ha la stessa sensibilità di Zucchina. La particolarità di La mia vita da zucchina, diretto da Claude Barras, al suo primo lungometraggio, sta nel fatto che, nonostante il dramma sia espresso e raccontato in modo costante, c’è modo anche di ridere, altrettanto costantemente, e questo permette di alleggerire i toni sui quali si basa il film. A firmare la sceneggiatura Céline Sciamma, brava a esaltare gli aspetti più teneri e originali del romanzo, a sottolineare la sua vera essenza e a giocare con le situazioni buffe che si susseguono. Consigliato.
Gilda Signoretti
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LA MIA VITA DA ZUCCHINA
Regia: Claude Barras
Con: Michel Vuillermoz, Gaspard Schlatter, Sixtine Murat
Uscita in sala in Italia: venerdì 2 dicembre 2016
Sceneggiatura: Céline Sciamma, Morgan Navarro, Germano Zullo
Produzione: helium films
Distribuzione: Teodora Film
Anno: 2016
Durata: 66′