Buon sangue non mente. A 11 anni dall’ultimo colpo di Danny Ocean e della sua banda, si scopre che la professione dell’affascinante ladro ha ispirato anche altri suoi familiari. Proprio come lui e il padre, anche la sorella Debbie [Sandra Bullock] ha la stessa identica vocazione e, una volta scarcerata dopo più di cinque anni di detenzione, non perde tempo nel mettere insieme un gruppo di donne assai qualificate per attuare un nuovo “colpo grosso”: rubare la preziosa collana Toussaint di Cartier durante il Met Gala di New York.
In primis, dovrà reclutare di nuovo la sua socia più fidata, Lou Miller [Cate Blanchett]. Se Debbie è l’equivalente di suo fratello Danny, Lou corrisponde a Rusty Ryan/Brad Pitt, facendole da braccio destro e consigliere. Di meno sono le analogie nel resto della banda: abbiamo Amita, un’esperta di gioielli [Mindy Kaling]; Constance, una rapidissima borseggiatrice [Awkwafina]; Tammy, una ricettatrice [Sarah Paulson]; Palla Nove, un’hacker [Rihanna]; e Rose Weil, una stilista in fallimento [Helena Bonham Carter].
Con questo film, la saga di Ocean’s passa dalle mani di Steven Soderbergh – qui in veste di produttore – a quelle di Gary Ross [Pleasentville, Hunger Games], che ne cura in parte la sceneggiatura. La proposta di Ross consiste in un sequel/spin-off/remake che omaggia amorevolmente il lavoro svolto dal suo predecessore, prendendone in prestito lo stile registico [i vari movimenti con zoomate, ad esempio], quello musicale – che passa dal compositore David Holmes all’ottimo Daniel Pemberton [memorabile il brano “NYC Larceny”] e l’aspetto visivo, attraente e colmo di stile.
Questo profondo rispetto del materiale originale [a sua volta un rifacimento di Colpo grosso, con Frank Sinatra] consente al film di distanziarsi parecchio dall’inevitabile accostamento con il vergognoso reboot di Ghostbusters, dove il passaggio da un cast maschile ad uno femminile è stato l’oggetto di forti discussioni. Si dimostra che il gender swap non ha nulla di problematico se alla base c’è un soggetto e un’esecuzione che non dissacri quanto già visto, con in più un cast totalmente affiatato e ben assemblato.
Si è detto prima che la pellicola ingloba varie categorie cinematografiche: sequel, perché lo è in tutto e per tutto; remake, perché accadono situazioni molto somiglianti alla pellicola del 2001, facendo rientrare in gioco certe relazioni sentimentali [in questo caso non più da riconquistare], tanto da riproporre scambi di battute quasi identiche a quelle di Clooney e Pitt, fra la Bullock e la Blanchett; spin-off, poiché il patriarca della serie viene totalmente messo da parte… forse.
Peccato che il tutto sprofondi durante l’assurdo ultimo atto, dove le nostre eroine vengono facilitate nella missione grazie all’incompetenza degli addetti alla sicurezza della collana e del Gala, che cascano dal pero nel momento in cui l’oggetto del desiderio delle nove donne viene “perso accidentalmente”, nonostante un meccanismo di sgancio a prova di furto e smarrimento. Lo stesso vale per altri funzionari presenti, in grado di non fare due più due di fronte alla palese situazione presente davanti ai loro occhi. In pratica vengono tranquillamente lasciate operare.
Per tirare le somme, Ocean’s Eight dimostra di essere un degno successore dei film precedenti, in quanto a stile, sfarzo ed eredità registica, ma delude nella messa in scena dell’elemento più importante, il colpo, lasciando lo spettatore con un senso di incredulità, confusione e di troppa banalità.
Luca Pernisco
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OCEAN’S EIGHT
Regia: Gary Ross
Con: Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway, Mindy Kaling, Sarah Paulson, Awkwafina, Rihanna, Helena Bonham Carter, Richard Armitage, James Corden
Uscita sala in Italia: giovedì 26 luglio 2018
Sceneggiatura: Gary Ross, Olivia Milch
Produzione: Warner Bros. Pictures, Village Roadshow Pictures, Rahway Road Productions, Smokehouse Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Anno: 2018
Durata: 110’