In occasione del matrimonio della sorella, Laura torna con i figli ma senza il marito nel proprio paese natale, nel cuore di un vigneto spagnolo.
Durante la festa, Irene, figlia maggiore di Laura, viene rapita. I rapitori lasciano solo vecchi ritagli di giornale riguardanti la scomparsa di un’altra bambina e poco dopo contattano la madre per il riscatto. L’avvenimento sconvolge la famiglia e le persone che le gravitano intorno, oltre a far riaffiorare un passato rimasto troppo a lungo sepolto.
Non sappiamo il nome del paese in cui è ambientato l’ultimo film di Asghar Faradi, il primo fuori dall’Iran e il primo in lingua spagnola. Si capisce abbastanza vagamente che ci si trova in una campagna nei dintorni di Madrid, un luogo in apparenza idilliaco o perlomeno in cui la vita sembra scorrere serena e placida nella sua semplicità: casa, lavoro, una chiacchiera al bar davanti a una birra e a un piatto di olive.
Ma, come sempre, la semplicità è un concetto puramente illusorio; al massimo può essere una coltre di nebbia che nasconde insidie complesse e spigolose.
Le dinamiche che vengono a crearsi in un piccolo paese non riguardano solo la convivialità e l’atmosfera familiare, ma innescano meccanismi subdoli, pugnalate alle spalle, frasi non dette e conflitti pronti a esplodere.
Non sapere il nome del paese rende la storia di Tutti lo sanno più emblematica e universale, come se fosse un esempio o un compendio di un certo tipo di mondo che non ha niente a che fare con la vita di città e che molti non hanno la possibilità di conoscere.
Guardando il film e il modo in cui racconta i suoi personaggi non si può evitare di pensare alla frase di Chuck Palhaniuk tratta da Rabbia: “Il motivo principale per cui la gente se ne va dai paesini di provincia, diceva sempre Rant, è perché così poi può sognare di tornarci. E il motivo per cui ci resta è per sognare di andarsene. Con questo Rant voleva dire che nessuno è felice. Da nessuna parte.”
Il film parla infatti di partenze e ritorni, di opportunità, di “what if …”, di ciò che è stato e di ciò che sarebbe potuto essere.
Tra malinconia del passato e incertezza del futuro, il presente di Tutti lo sanno è sempre sul filo dell’ambiguità e del dubbio.
Pur rimanendo lontano dalle vette di Una separazione e Il Passato, con qualche ingenuità e qualche colpo di scena scontato, il film di Farhadi fa rimanere comunque incollati alla sedia e mai indifferenti al percorso morale affrontato dai personaggi. Cosa non da poco e soprattutto non scontata.
Egidio Matinata
–
TUTTI LO SANNO
Regia: Asghar Farhadi
Con: Penélope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darin, Eduardo Fernandez, Barbara Lennie, Inma Cuesta, Elvira Minguez, Ramon Barea
Uscita in sala in Italia: giovedì 8 novembre 2018
Sceneggiatura: Asghar Farhadi
Produzione: Memento Film Productions, Morena Films, Lucky Red
Distribuzione: Lucky Red, 3 Marys Entertainment
Anno: 2018
Durata: 132’