È bastato un semplice complimento spontaneo e un fischio di apprezzamento ad una donna per giustificare la morte cruenta e crudele di Emmett Louis Till [Jalyn Hall], ucciso per motivi razziali a Money, Mississippi, nell’agosto 1955. Aveva solo 14 anni e l’ingenuità di sottovalutare la spietatezza dei bianchi.
Intorno alla sua storia Chinonye Chukwu ha diretto Till – Il coraggio di una madre, suo secondo film dopo Clemency [2019], di cui ha firmato anche la sceneggiatura con Michael Reilly e Keith Beauchamp.
1955. Bobo, questo il soprannome di Emmett Louis Till [Jalyn Hall], lascia l’Illinois per trascorrere le vacanze a Money con gli zii e i cugini. Sua madre Mamie [Danielle Deadwyler], vedova, lo ha cresciuto con i suoi genitori [Whoopi Goldberg e Frankie Faison], e non si sente affatto tranquilla nel sapere che suo figlio trascorrerà un po’ di tempo fuori casa perché potrebbe essere vittima di comportamenti razzisti da parte dei bianchi; venire umiliato o, peggio ancora, subire violenza. Purtroppo Bobo pagherà con il sangue un banale apprezzamento ad una cassiera [Haley Bennett]. Sarà rapito, torturato e mutilato dal marito della donna con dei complici. A questo punto comincia la battaglia di Mamie, che prima si batterà per riavere il corpo di suo figlio in Illinois, e poi, con l’aiuto del NAACP [associazione che lotta per i diritti civili degli afroamericani negli USA] decide di agire per vie legali dando vita ad un lungo processo.
Mamie è una donna con i piedi per terra, ed è consapevole che le probabilità che i responsabili delle sevizie e omicidio del figlio vengano puniti sono scarsissime, ma non si arrende, e la sua caparbietà sarà fondamentale per mettere in luce al mondo intero i soprusi di cui sono vittima gli afroamericani e iniziare a ottenere i primi successi. Piccoli passi per arrivare a garantire il rispetto degli afroamericani, insieme al sogno di una società in cui bianchi e neri abbiano gli stessi diritti.
Tratto dalla storia vera di Emmett e Mamie, Till – Il coraggio di una madre è un film che, pur raccontando fatti accaduti alla fine degli anni ’50, è quantomai attuale. Sono tanti, troppi, i casi di afroamericani vittime di violenze soprusi, pensiamo a George Floyd, soffocato da un poliziotto.
Chukwu porta sullo schermo, coraggiosamente, una storia feroce, e lo fa costruendo un racconto portato avanti da Mamie, supportata dal futuro marito Gene Mobley [interpretato da Sean Patrick Thomas]. È lei che terrà viva una battaglia sociale e legale insieme per avere giustizia ma anche per sensibilizzare il mondo, abbattendo barriere, omertà e pregiudizi.
Chukwu dirige un film valido, che evita generalizzazioni e pietismi, un film semplice nella scrittura e in cui c’è un continuo ricorso ai primi piani, soprattutto di Danielle Deadwyler, eccellente nella sua interpretazione. Da sottolineare la presenza di Whoopi Goldberg, che interpreta la nonna di Bobo, una donna forte che mostrerà anche le sue fragilità.
Molto significativa è la scena in cui, ai funerali di Bobo, tutti i presenti sono invitati dalla madre a guardare il corpo del ragazzo, perché per fare in modo che il mondo sappia quali torture abbia dovuto patire suo figlio, è giusto che si osservi il suo corpo collocato in una bara aperta. Peccato per le musiche, che non sembrano aderire né alla storia né alle ambientazioni.
Gilda Signoretti
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TILL – IL CORAGGIO DI UNA MADRE
Regia: Chinonye Chukwu
Con: Danielle Deadwyler, Jalyn Hall, Whoopi Goldberg, Frankie Faison, Haley Bennett, Sean Patrick Thomas
Uscita in sala in Italia: giovedì 16 febbraio 2023
Sceneggiatura: Chinonye Chukwu, Michael Reilly, Keith Beauchamp
Produzione: Focus Features, Standard Film Company, EMJAG Productions
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 130’