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IL PRESEPE di Marino Niola e Elisabetta Moro + ERETICHE di Adriana Valerio

Chi scrive conosce bene lo stupore che si prova ogni volta che ci si accinge a organizzare un presepe, avendo assistito fin dall’infanzia alla fase precedente alla preparazione, tra ricerca di muschio in montagna, di legna dalla forma particolare [adatta ad esempio per ricreare una cascata o una grotta], di colla e carta, e molto altro, e poi alla sua realizzazione.

Ormai son trascorsi quasi due mesi dall’ultimo Natale e la nostalgia per il presepe per gli appassionati è forte, ma i maestri artigiani sono già all’opera per pensare e poi realizzare altre statue, scenografie e altri articoli presepiali.

“Il presepe è la Buona Novella che diventa presente. È la natività che diventa presente. È la Natività che rinasce. E ogni anno si fa storia viva. Universale e locale. Perché ogni paese ne fa lo specchio di sé stesso”.

È emblematica questa frase introduttiva del libro Il presepe, edito da Il Mulino, scritto da Marino Niola e Elisabetta Moro, rispettivamente docente di Antropologia delle Arti e della Performance e Miti e Riti della Gastronomia Contemporanea all’Università di Napoli, e professore ordinario di Antropologia Culturale all’Università di Napoli.

Il presepe annuncia una nascita, un lieto evento, un evento sacro: la nascita di Gesù Cristo. Con il presepe si mette in scena una manifestazione religiosa, certo, che si avvale però di riti quotidiani che coinvolgono tutta la società che viene messa in scena, attuando una sorta di teatralizzazione dell’evento, sospeso nei gesti delle statue e in uno spazio tempo circoscritto.

Niola e Moro firmano un saggio molto interessante, dedicato alle origini e allo sviluppo del presepe a livello globale. Si parte dunque dal riferimento al presepe di Greccio realizzato da San Francesco nel 1223 per passare alla tradizione presepiale partenopea, ricca di contenuti e storia, e alla tradizione presepiale in generale.

Non solo. Il presepe si sofferma sui tanti aspetti del presepe e dell’arte presepiale, come i personaggi che lo rappresentano, il popolo per eccellenza, povero, affamato, umile. Proprio sui personaggi ci si sofferma particolarmente: dall’homo faber, il gran lavoratore per eccellenza, figura fondamentale nel presepe come i pastori, in particolare il dormiente, il meravigliato, fino ad arrivare ai re magi, figure ultime, poste nel punto più lontano dalla capanna, che raggiungono il 6 gennaio. I re magi sono le uniche figure emblema del viaggio nel presepe, a rappresentare il viandante in adorazione al Signore.

Ad essere indagati sono anche i riti e l’elemento ludico del presepe, le sue stravaganze, il suo rapporto con il Carnevale e la cantata dei pastori, opera seicentesca alla quale molti artisti si sono ispirati. A proposito di stravaganze non si può non pensare alla tradizione napoletana, che inserisce personalità della società odierna nel presepe, da Diego Armando Maradona a Luigi De Laurentiis, a Donald Trump con il ciuffo bene in vista, come Silvio Berlusconi vestito da Superman, o con una delle sue compagne o con Karima El Mahroug, meglio nota come Ruby Rubacuori.

Il presepe è un saggio completo e di piacevole lettura, che stimola l’attenzione anche del lettore poco avvezzo al presepe, se non disinteressato.

Curioso e interessante è il capitolo dedicato a come il presepe è stato raccontato nella storia da personalità importanti, come intellettuali in vacanza in Italia, stupiti dalla passione degli italiani per il presepe e ammaliati dalla sua bellezza. Pensiamo alla lettera del 1787 di Wolfgang von Goethe, che, in vacanza a Napoli, sottolinea come la città sia contornata da tanti presepi che la rendono ancora più affascinante e magica, con riferimenti ai presepi panoramici allestiti nei terrazzi.

Come si fa poi a non pensare alla commedia eduardiana Natale in casa Cupiello, che rende un tributo al presepe, intorno al quale viene costruita una storia familiare che, dietro l’ironia strabiliante, narra le vicende di una famiglia che sta per vivere una crisi per tempo sottaciuta, che si cerca di coprire in diversi modi, come con la processione del protagonista Luca con il figlio Nennillo e il fratello Pasquale, vestiti in modo raffazzonato da re Magi, che cantano Tu scendi dalle stelle modificandone il testo in funzione dei regali per Concetta, nel tentativo di Luca di smorzare i toni e dare un’aria di armonia.

Il presepe è quindi un inno al viaggio nel presepe stimolante, una testimonianza importante del simbolo del presepe e della tradizione presepiale, una vera e propria arte ancora oggi molto sentita e viva, che commuove e suscita emozioni. Nel saggio sono presenti anche fotografie sulle opere dell’arte presepiale napoletana, come i venditori ambulanti o Eduardo De Filippo che sorseggia il caffè sul terrazzo, nei panni di Pasquale Lojacono nella commedia Questi fantasmi.

E per gli appassionati di presepe nostalgici, non temete, non manca molto al presepe pasquale!

Sempre di credo e di fede ci parla Adriana Valerio nel suo Eretiche – Donne che riflettono, osano, resistonoIl volume ci aiuta innanzitutto a capire i movimenti storici, politici e sociali che portarono a far leggere l’eresia come qualcosa di profondamente deleterio, sbagliato e addirittura malvagio. Un movimento che minava non a mostrare un sano contraddittorio del credo ritenuto ufficiale, ma un qualcosa da condannare e cancellare ad ogni costo.

Il particolare che è importante rimanga chiaro durante tutta la lettura è che il limite tra ortodossia ed eterodossia era sottilissimo e in più occasioni si andavano a confondere. Soprattutto quando al centro di un movimento popolare-religioso si trovava una donna o un gruppo di donne che cercavano magari soltanto di costruirsi un ruolo attivo all’interno di una religione che le aveva più che altro viste come figure secondarie, ausiliare, quando andava bene, dell’unico essere vivente creato a immagine di Dio: l’uomo.

L’autrice ci racconta la vita e l’impegno, la persecuzione e la fine [e a volte la riabilitazione] di alcune di queste donne: lette e marchiate [a fuoco] come “spose di Cristo” o “femine malefiche” da chi si era arrogato il diritto di decidere cosa era eretico e cosa no.

Adriana Valerio, con Eretiche, ci propone un lungo e oscuro viaggio attraverso due millenni di Storia e attraverso le tante storie di donne, che ci mostrano di volta in volta come l’eresia sia stata soprattutto un fatto politico, sfociato in una repressione violenta che era diventata strumento violento e accettato con cui i potenti potevano cancellare pubblicamente il proprio contraddittorio. Semplicemente bollando – e condannando – la donna di turno come falsa profetessa, falsa santa, strega, mistica.

Tra gli esempi più riconosciuti ed eclatanti [una per tutte Giovanna d’Arco], tanti e assai variegati sono i casi riportati in cui la costante che viene evidenziata di volta in volta è la considerazione d’inferiorità del genere femminile che nasconde la paura e l’ottusità di chi detiene il potere per cieca eredità divina.

Una Storia di vite parallele, un racconto fatto di parole “altre”, ma inglobata all’interno di una macro-Storia che vede l’altro da sé, il verbo nuovo, come qualcosa che può destabilizzare un equilibrio di poteri intoccabili e per questo come qualcosa che non deve esistere.

Gilda Signoretti

IL PRESEPE

Autore: Marino Niola, Elisabetta Moro

Editore: Il Mulino [www.ilmulino.it]

Pagine: 240

Illustrazioni/Foto:

Costo: 16,00 euro

ERETICHE – DONNE CHE RIFLETTONO, OSANO, RESISTONO

Autore: Adriana Valerio

Editore: Il Mulino [www.ilmulino.it]

Pagine: 160

Illustrazioni/Foto:

Costo: 14,00 euro

InGenere Cinema

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